I B.B.P.R. a Cantù #11

I B.B.P.R. A CANTU’

#11

Da questa collaborazione durata decenni presero forma interi arredi per importanti abitazioni, compresa quella dello stesso Rogers, e numerose famiglie di oggetti, fra cui un tavolo dei primi anni’60 tramandato nella memoria familiare di un disegnatore dello studio B.B.P.R. come opera del celebre sodalizio di architetti milanese insieme ad una variante tutt’ora conservata presso l’abitazione dell’artigiano canturino.

Da questa collaborazione durata decenni presero forma interi arredi per importanti abitazioni, compresa quella dello stesso Rogers, e numerose famiglie di oggetti, fra cui un tavolo dei primi anni’60 tramandato nella memoria familiare di un disegnatore dello studio B.B.P.R. come opera del celebre sodalizio di architetti milanese insieme ad una variante tutt’ora conservata presso l’abitazione dell’artigiano canturino.

Struttura in ferro verniciato nero con crociera ortogonale e regolabili in ottone a sostenere un piano in legno di teck dal forte spessore, squarciato e laccato bianco nella superficie sottostante

Misure: diametro cm.130xh.78,5

Una stretta parentela legava Piero Frigerio ad Aldo Galimberti, consentendo a quest’ultimo di essere introdotto nella cerchia di architetti milanesi, con cui era solita collaborare la più nota F.lli Frigerio. Tra i numerosi lavori realizzati insieme, si ricorda l’arredamento del negozio Ottica Randazzo a Palermo su progetto dello Studio B.B.P.R. che, come riportato nelle pagine di Domus dell’Ottobre 1961, venne “affidato alla perizia di due provetti artigiani di Cantù, Piero Frigerio e Aldo Galimberti, i quali con mezzi limitati hanno saputo portare a termine un lavoro di grandi dimensioni e anche di non comune impegno”.

Pannelli modulari in legno di olivo per pareti e soffitti a cui si ancorano lunghe file di lampadari in perspex su struttura in ottone brunito come le grandi teche espositive disposte longitudinalmente e poggiate al pavimento in seminato su disegno di Roberto Sambonet.

La Cugini Galimberti, come mote altre botteghe meno in vista di Cantù non ebbe alcun particolare riconoscimento, nonostante la perizia esecutiva di cui era portatrice. Ne è testimonianza questa etagère all’apparenza semplice, su progetto sempre dai B.B.P.R. ed eseguita anch’essa nei primi anni’60 ricorrendo all’uso di tavole in multistrato di frassino.

Una comoda doppia presa a facilitare gli spostamenti, incastri laterali a vista e spigoli smussati in un continuo gioco di rimandi fra elementi portanti e portati.

Misure: cm.124x28xh.102

ss_11_08

Ernesto Nathan Rogers gratificava spesso l’amico collaboratore Piero Frigerio con dediche autografe vergate sulle riviste che pubblicavano i lavori svolti insieme. Numerosi sono anche i libri, omaggiati in nome “dell’antica amicizia” fra cui il celebre Le Corbusier tra noi, commemorazione tenuta alla Facoltà di Architettura di Milano e stampata in sole duemila copie da Vanni Scheiwiller il 20 Ottobre 1966.